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Mostre Musei e Centri Culturali nei comuni del Borgo Terminio Cervialto.

Museo dei parati sacri di Montemarano

Il museo dei Parati Sacri di Montemarano, testimonianza viva di una civiltà antica, è il primo esempio in Italia Meridionale di raccolta e di inventariazione di Paramenti Sacri; arricchisce la Campania d’una importante raccolta di preziosi tessuti Italiani, realizzati per buona parte in Italia Meridionale, tra il XVI e l’inizio del XX. Esso rientra nella nuova concezione del sistema museale che mira a realizzare una serie di contenitori specializzati, anche di piccole dimensioni, in cui il visitatore può leggere in maniera puntuale l’evoluzione ed i diversi aspetti del “bene culturale”. Tra i tessuti più significativi ricordiamo il parato del vescovo Celestino Labonia (1670 – 1720), le donazioni del Papa Benedetto XIII in occasione dell’anno giubilare 1725, e un vestito della Madonna del secolo XVII di manifattura siciliana. Il museo è allestito nell’ex Chiesa del Purgatorio, ricavata all’inizio del 1700 dall’ampliamento della preesistente cappella gentilizia della famiglia Aliasi.

Sulla parete frontale e sulle laterali della chiesa, al di sopra delle nicchie, si possono ammirare affreschi di buona fattura riguardanti le devozioni della famiglia stessa, mentre, al di sotto, nelle lunette delle pareti laterali sono rappresentate scene di violenza o di morte tragica, espressione della pietà popolare del 1700. Fonte: “Montemarano Itinerario storico-turistico” De Angelis 1994 ·

Museo etnomusicale comunale “Celestino Coscia” e “Antonio Bocchino”

Il museo unico nel suo genere in Irpinia nasce dalla passione ed impegno del Sig. Luigi D’Agnese. E’ composto di due sale. Nella sala espositiva sono presenti: libri sull’etnomusicologia locale e dell’Irpinia – costumi tradizionali del carnevale – strumenti musicali moderni ed antichi – bibliografia del carnevale di Montemarano – dvd – dischi - cd - è presente, inoltre, una mostra fotografica permanente dedicata alle tradizioni del carnevale di Montemarano.

La sala didattica è dedicata alla proiezione di filmati, all’ascolto della musica e all’attività di studio e ricerca. ·

Museo di San Francesco a Folloni

Descrizione Per la sua posizione il museo di s. Francesco a Folloni è una struttura museale strettamente collegata al territorio, funzionale alla valorizzazione delle zone interne e alla salvaguardia di un patrimonio artistico particolarmente colpito dal sisma del 1980. Aperto al pubblico il 18 settembre 1981, ampliato nel novembre '82, contiene opere recuperate nei paesi più colpiti, come Lioni, Conza della Campania, dove sono stati rinvenuti manufatti d'arte che sono spesso autentiche scoperte.

É particolarmente rappresentata l'area della Alta Valle del Calore, qualificata culturalmente dalla presenza dei Cavaniglia che da 1445 e per oltre un secolo tennero il territorio di Montella, Bagnoli e Cassano. Il museo di S. Francesco a Folloni conserva opere dei seguenti artisti: Solimena, Vaccaro, Teodoro D'Errico (autore della straordinaria Circoncisione, olio su tavola, proveniente dalla chiesa di S. Domenico), Paolo De Maio, Gerolamo Storace, Giovanni da Nola, Marco da Siena e con ogni probabilità Palma il Giovane, se a lui può attribuirsi il grande quadro con la Redenzione proveniente dalla chiesa madre di Volturara.

Museo dell’Opera Convento di San Francesco a Folloni 83043 Montella

Il Museo dell'Opera è stato allestito in questi ultimi anni, a cura di padre Agnello Stoia. Esso raccoglie arredi e oggetti sacri dal '500 al '900. E' stata inoltre allestita "la stanza del Principe", camera in cui fu ospitato il principe di Savoia nel periodo in cui dimorò a Montella. Nel 2004, inoltre, è stato ritrovato nel convento lo scheletro, con le vesti, del Conte Diego Cavaniglia, vissuto nel XV secolo. Le vesti sono state restaurate ed esposte nel museo. Fonte: www.francescani.it ·

Museo Gerardino Santuario San Gerardo Maiella

Il nuovo Museo Gerardino è situato allo stesso piano dove si trova la stanza che accolse san Gerardo Maiella durante gli ultimi giorni della sua vita. In esso è possibile ammirare una parte del patrimonio artistico-culturale del Santuario, le lettere autografe del Santo e preziosi arredi liturgici. Nello stesso Museo è possibile contemplare le tele che raffigurano gli episodi più salienti della vita di san Gerardo.

La sala degli arredi liturgici Testimoniano la fede vissuta e proclamata dal Santuario nel corso dei secoli. Preziosi paramenti e stendardi, mirabili opere dell'artigianato liturgico, sono ammirabili nel primo locale del santuario. Nel Museo sono raccolte opere artistiche che risalgono al '600. Sono manufatti di diverso genere e natura. Tra le opere esposte ci sono gli ori, dono dei devoti a san Gerardo Maiella, segno tangibile della loro gratitudine per le grazie ricevute. La Sala degli affreschi In questa sala sono collocati le tele che sintetizzano la vita di san Gerardo Maiella e i suoi miracoli più conosciuti.

Mostra Museo comunale di Taurasi

Con ritrovamenti dell'età Eneolitica in Taurasi Sede Comunale, Via del Convento, Taurasi

La contrada S. Martino di Taurasi: il sito ed il suo territorio Il sito di contrada S. Martino a Taurasi ha restituito una testimonianza archeologia del tutto originale nell'ambito dell'Eneolitico in Campania, ovvero di quel particolare periodo della preistoria in cui inizia a diffondersi l'uso del metallo. Gli scavi, effettuati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Provincie di Salerno, Avellino e Benevento tra il 1993 ed il 1996, hanno messo in luce infatti alcune strutture, alle quali erano collegate numerose sepolture ad incinerazione, tutte relative ad un'unica fase archeologica dell'Eneolitico. La documentazione che se ne ricava, per ricchezza, originalità ed estensione non ha sinora confronti altrove. Fonte: www.comune.taurasi.av.it ·

Museo comunale di Fontanarosa

(Denominato della pietra, paglia e presepe)

L’architettura La fabbrica è ubicata a valle del paese, a pochi metri dal nucleo antico del centro abitato di Fontanarosa, lungo la strada che un tempo collegava i paesi della valle del fiume Fredane. I tre livelli del museo sono segnati da volumi semplici. Il piano seminterrato è destinato a sala polivalente più servizi igienici e due locali destinati a deposito. La sala polivalente è munita di tutte le strumentazioni per convegni e seminari, la presenza di videoproiettore, multiuso, rende ancora più ampia la gamma di fruizione di codesta sala.

Al piano terra sono ubicate: la biblioteca comunale, una saletta per conferenze, la sala del carro e la sala delle sculture. Al primo piano è ubicata la sala del presepe. L'opera così come descritta è inserita in un ampio giardino, arricchito dalla presenza di numerose sculture, una monumentale fontana, e percorsi pedonali in pietra. Lo spazio esterno vive in funzione della bellissima Nike di Samotracia, opera che non conosce tempo ne spazio; essa si erge da un blocco informe di pietra locale, per stagliarsi sulla verde campagna.

Da questo punto partono i percorsi pedonali che portano alle opere, alla fontana di OGATA, al Contenitore di orizzonti, ai mortai. Due maestosi mortai, realizzati dagli scalpellini di Fontanarosa da altrettanti blocchi di pietra di oltre 100 quintali, delimitano la parte più alta del giardino, dove è possibile sedersi e godersi il panorama, le opere, il rumore dell'acqua. Uno spazio studiato per mettere di nuovo al centro l'uomo, le sue emozioni, la ricerca del bello. La sala del carro

Un ruolo di primo piano all'interno del museo è svolto dal carro, manufatto di legno e paglia, una guglia alta circa 30m. All'interno della sala del carro sono esposti: la facciata del primo registro; un modello in scala 1:5 dell'intera struttura lignea del carro di Fontanarosa; la cupola, ossia la parte terminale del carro che ospita la statua della Madonna della Misericordia. La sala del presepe In questa sala è allestito un monumentale presepe (circa 35 mq.). Le scene sono realizzate con ceppi di olmo ed ulivo, sono stati necessari circa 70 quintali di ceppi. L'uso del legno è una caratteristica tipica della tradizione del presepe Fontanarosano. Il cielo, che fa da sfondo al paesaggio, è stato realizzato da Roberto 15 Diamante pittore e noto restauratore romano.

I pastori che prendono posto nelle varie scene del presepe sono copie di buonissima fattura: mani e piedi di legno, testa in terracotta con occhi di cristallo. Tutti gli arredi, gli animali ed i pastori, sono stati acquistati nelle migliori botteghe artigiane napoletane. La costruzione del presepe sta a testimoniare la continuità nella tradizione presepiale di Fontanarosa che vantava uno storico presepe del settecento, dichiarato monumento nazionale negli anni 30, e purtroppo rubato negli anni ottanta. La sala biblioteca E' ubicata al piano terra del museo, qui si possono consultare circa 2000 volumi. E' volontà dell'Amministrazione potenziare il numero dei volumi con una raccolta di testi monografici sulla scultura, pittura ed architettura.

Sempre in questa sala è possibile utilizzare un computer ed internet. La stessa sala può ospitare anche seminari o lezioni per corsi di formazione, sono disponibili oltre 60 posti a sedere. La sala delle sculture Le opere presenti nel museo per oltre il 50% sono frutto di donazioni gratuite degli artisti. Alcuni, quelli già affermati, hanno lasciato la loro opera per un prezzo simbolico quale rimborso spese per il materiale ed il tempo impiegato per realizzare il lavoro.

Sono presenti artisti Italiani ed anche stranieri. ·

Museo Civico della Civiltà contadina a Paternopoli

Il Museo Etnografico della Piana del Dragone, a Volturara Irpina, è una preziosa presenza storica e sociale, una testimonianza culturale ed umana, un legame affettivo con le proprie origini. Inaugurato il 17 luglio 1999, dopo anni di paziente indagine e di oculata raccolta da parte di Antonio Marra, il Museo conserva e tramanda alle future generazioni il patrimonio culturale della civiltà contadina, rispettandone consuetudini, ideali, sentimenti. Nelle sue sale si racconta la semplice e mirabile vita di un popolo attraverso un arco di tempo (dall'ultimo decennio del 1800 sino agli anni ' 60 del 1900) molto significativo per una conoscenza più intima del Sud.

 Oggetti, arnesi, arredi, ambienti, raggruppati con precisa ricostruzione, creano una emozione inaspettata per una semplicità e per un'epoca estranee a noi, eppure dentro di noi.

Il Museo Etnografico diventa, allora, l'affascinante libro della gente comune, che viveva seguendo il ciclo delle stagioni, delle ricorrenze religiose, delle fatiche dei campi. La famiglia patriarcale costituiva il punto di riferimento in una comunità fortemente legata ai principi tradizionali ed assumeva un ruolo fondamentale nella crescita privata e pubblica. 16 Il lavoro, umile e duro, imponeva sacrifici, rivelava abilità, conferiva senso etico alla quotidianità. La storia "minore" del cosmo contadino e popolare rivela un'incredibile dignità e diventa mito.

Il Museo Etnografico della Piana del Dragone propone questo viaggio ed, in particolar modo, svela usi e costumi di una zona, nella quale l'omonimo bacino idrografico (il più grande del Mezzogiorno d'Italia) condiziona ancora l'economia agricola di una vasta area. Acquista una valenza extraterritoriale nel momento in cui si pone quale "teca" di una civiltà.

Rispettarlo e tutelarlo sono atti d'amore verso le proprie radici, consapevolezza della identità di uomini del Sud.

Centro Francescano di studi sul mediterraneo

Il CEFRASM (Centro Francescano di Studi sul Mediterraneo) è un’associazione di liberi studiosi e ricercatori universitari, nata nel maggio 2006, con lo scopo di approfondire la storia della diffusione del Francescanesimo nel bacino del Mediterraneo, in particolare nell’età medievale.

Il Centro persegue questi due obiettivi: avviare e sostenere una attività di ricerca scientifica volta ad approfondire la conoscenza sul Francescanesimo delle origini e sul contesto geo-politico nel quale si mosse tra XIII e XV secolo; promuovere la realizzazione di un’azione di divulgazione e di didattica nelle comunità del Mediterraneo, che a vario titolo ed in forme diverse sono state interessate dal Francescanesimo.

Per realizzare i suoi obiettivi il Centro si propone di: ampliare la sua già ricca biblioteca, rendendola funzionale anche attraverso la consultazione del catalogo on-line; organizzare convegni ed attività scientifiche; organizzare mostre ed attività didattiche; operare in ambito nazionale ed internazionale, in collaborazione con tutti quegli Enti ed Associazioni che potranno essere interessate ad una attività in comune; collaborare, in modo privilegiato, con le Comunità della Corona d’Aragona, nel cui ambito il Convento di San Francesco ebbe modo di vivere un’ eccezionale stagione di crescita nei secoli XVXVI; promuovere la pubblicazione di ricerche scientifiche, ed una propria Collana di “Studi e ricerche”; pubblicare materiale ed opuscoli di natura divulgativa e didattica; operare attraverso il proprio spazio sul sito web www.francescani.it. Fonte: www.francescani.it ·