Benvenuto nel Borgo Terminio Cervialto.
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Nella verde Irpinia, in provincia di Avellino, c'è una terra viva, ricca di tradizioni e prodotti tipici.
di Diana Cataldo
Uscire dalla città per abbracciare la natura, passeggiare tra pietre antiche e valli festanti di verde. Osservare fiumi che scorrono placidamente e ammirare vette che incontrano il sole. E magari degustare uno dei migliori vini d’Italia in una cornice di rara bellezza.
Qui, nel territorio della Comunità Montana Terminio Cervialto, è tutto vero. Perché questo è il luogo del buon vivere per eccellenza, un pezzo d’Irpinia tutto da scoprire. Lontano anni luce dai ritmi frenetici e dalle ansie metropolitane c’è uno scrigno da aprire lentamente per ammirare un tesoro che conserva la stessa magia da secoli.
Negli antichi castelli, nei suggestivi santuari e negli incantevoli vicoli dei borghi medievali, riecheggiano ancora i fastosi madrigali di Carlo Gesualdo del glorioso popolo dei Normanni e si tramandano le gesta cavalleresche di Diego Cavaniglia, arrivato in Irpinia dalla terra d’Aragona, in Spagna.Una terra lavorata da sempre con la cura che si riserva solo ad un figlio, percorsa da acque incontaminate e madre di frutti pregiatissimi, sostanza prima di vini eccellenti, quali il Taurasi Docg, il Fiano Docg o l’Aglianico, dove i boschi sono da secoli il regno della castagna Igp e del tartufo nero di Bagnoli Irpino amato da re e presidenti.
Una terra dalle grandi potenzialità di sviluppo, che non guarda al turismo di massa ma alle mani dell’uomo, le sole che riescono ad esaltare i sapori unici dei prodotti tipici d’eccellenza. E soprattutto una terra che guarda al cuore della gente, che ha conservato intatto fino ai giorni nostri il valore di tradizioni antiche, come la tarantella di Montemarano e il Carnevale, che ogni anno rivivono con la stessa gioia e la stessa forza dei tempi passati. Qui, al centro del Parco regionale dei Monti Picentini, la parola d’ordine è benessere.
E’ questa la missione della Comunità Montana Terminio Cervialto presieduta da Nicola Di Iorio. Missione rappresentata da un’immagine, da un simbolo, che meglio di altri rappresenta e sintetizza la strategia di sviluppo che la Comunità Montana Terminio Cervialto ha saputo disegnare negli ultimi anni. Quel simbolo è la rete.
Le maglie di questa struttura, da più larghe oggi sono più fitte, grazie ad un percorso tracciato nel tempo che oggi fa registrare una profonda accelerazione con risultati evidenti, giunti persino oltreoceano. Punto centrale resta la promozione del territorio, attraverso l’adozione di un modello di sviluppo ormai da esportare, che ha guadagnato di diritto la ribalta nazionale e che non si nega anche a vetrine di livello internazionale.
L'obiettivo è l’accoglienza, la prospettiva di sviluppo di un territorio legata alle attività turistiche in un'ottica di coinvolgimento di tutte le realtà esistenti, delle risorse interne e delle potenzialità da valorizzare.
In una parola, il territorio della Terminio Cervialto si candida, con una seria ipoteca di successo, a divenire presto un sistema turistico locale, attraverso la costruzione di una rete di piani, progetti e azioni per la promozione e la valorizzazione del territorio, tutto in un'ottica sinergica e sistemica. Tanti tasselli di un grande mosaico che restituiscono l’immagine di una terra viva e splendida, ricca d’acqua e di sole, ma anche di tradizioni e soprattutto di storia. Il “locus amoenus”, come già tre secoli fa lo definiva Iacopo Sannazzaro.
E’ la terra di mezzo, situata tra i due mari, il Tirreno e l’Adriatico, tra Napoli e Bari. Valorizzarne le caratteristiche significa valicare i confini e riuscire a guardare oltre, a guardare dentro.
Per scoprire che tra gli alberi di un bosco o in fondo ad un antico vicolo c’è qualcosa di più di un territorio qualunque. C’è l’anima di una terra.



